La pubblicazione del Regio Decreto 1029/2025 segna una svolta per l’aviazione civile in Spagna. Approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato nel Bollettino Ufficiale il 13 novembre, il provvedimento introduce miglioramenti attesi da tempo: maggiore flessibilità, meno burocrazia e pieno allineamento agli standard europei.
Ma cosa cambia davvero e perché il settore lo ha accolto con entusiasmo? Vediamolo nel dettaglio.
Fino ad ora, la registrazione degli aeromobili in Spagna era regolata da un sistema considerato rigido e poco competitivo rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea.
Il nuovo decreto modernizza il sistema, semplifica le procedure ed elimina ostacoli che penalizzavano soprattutto l’aviazione corporate ed executive.
Con questa riforma, la Spagna si allinea pienamente alle linee guida europee promosse da EASA, migliorando la sicurezza senza sacrificare l’efficienza amministrativa.
È la novità più rilevante.
Gli aeromobili potranno mantenere la registrazione di altri Paesi dell’UE o dell’area EASA senza obbligo di immatricolazione in Spagna.
Per molti operatori, in particolare quelli con AOC, si tratta di una richiesta storica finalmente soddisfatta.
Gli ultraleggeri motorizzati con massa massima al decollo pari o inferiore a 120 kg non dovranno più:
essere iscritti al registro AESA
disporre di un certificato di aeronavigabilità
Un cambiamento che semplifica notevolmente l’aviazione sportiva e ricreativa.
Con la nuova normativa:
la riserva di registrazione passa da sei mesi a un anno;
la registrazione provvisoria passa da tre a sei mesi.
Un vantaggio concreto per operatori e proprietari.
In precedenza era accettato solo il contratto di leasing.
Ora sarà valido qualsiasi documento giustificativo, e per l’uso privato, sportivo o ricreativo basterà una dichiarazione del richiedente.
La normativa elimina uno svantaggio competitivo per gli operatori spagnoli:
possibilità di operare aeromobili registrati in altri Stati UE senza limitazioni;
riduzione degli oneri amministrativi;
gestione più flessibile delle flotte.
Per operatori e broker come Europair, ciò significa un contesto più moderno e competitivo.
AESA e la Direzione Generale dell’Aviazione Civile (DGAC) hanno collaborato alla stesura della normativa, richiesta da anni dal settore.
Il decreto modernizza il sistema e colloca la Spagna allo stesso livello degli altri Paesi EASA.
Europair segue da vicino le evoluzioni normative del settore aeronautico per offrire ai clienti informazioni chiare e soluzioni su misura.